Professione di Fede 2019

I ragazzi del 2005

Il nostro percorso di catechismo preadolescenziale è iniziato affrontando il tema del cambiamento, confrontando gli anni delle elementari con l’inizio delle medie. Spiccarono molte tematiche, tra cui il rapporto con gli insegnanti, gli orari scolastici, la durata degli intervalli, maggiore indipendenza dai genitori e molte nuove amicizie. Collegandoci a questo argomento durante l’anno abbiamo preso parte alla visione di “Un ponte per Terabithia”, il quale parla di una storia d’amicizia commovente tra Jess, un ragazzo di 12 anni con al passione per la corsa e per il disegno, e Leslie, una ragazza fantasiosa che è anche sua nuova vicina di casa. La tematica principale di questo film è, appunto, l’amicizia, che abbiamo ripreso anche noi a fine anno con i giochi a squadre, la cui finalità era quella di legarci maggiormente l’uno all’altro e quella di collaborare con un obiettivo comune. Infine, ci siamo resi utili anche noi per la comunità, aiutando le famiglie bisognose donando loro viveri da noi raccolti durante i periodi dell’avvento della quaresima.

 

Passando in seconda media abbiamo trattato e vissuto il tema della fiducia. La fiducia: argomento sconosciuto? No, ma difficile da comprendere. Dal dizionario, fiducia: “atteggiamento, verso altri o verso se stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni per cui si confida negli altri o nelle proprie possibilità”. Nonostante questa definizione, noi percepiamo diversamente la parola fiducia. Essa ha varie sfaccettature che abbiamo cercato di scoprire e fare nostre durante l’anno. Come? Provandole attraverso le diverse attività svolte, ad esempio il percorso avventura per comprendere la fiducia in noi stessi; guardando i film “Sognando Beckham” e “Quel pazzo venerdì” per capire la fiducia verso i nostri genitori; e da qui abbiamo provato ad immedesimarci in loro, attraverso giochi e dibattiti. Tutto ciò per riuscire a “vedere l’altro”. Come dice “Qualcuno” ama il prossimo tuo come te stesso. Oltre al tema della fiducia, capo saldo durante il secondo anno, il nostro percorso prevedeva che imparassimo ad impegnarci nella nostra comunità, servendo e aiutando gli altri. Abbiamo realizzato e venduto calze della befana per suor Ermina, e preparato una cena povera per Don Silvio, come impegno missionario. In fine, per la nostra comunità abbiamo provato ad animare i più piccoli della scuola materna, in vista del nostro futuro impegno da animatori.

Per la nostra professione di fede, noi ragazzi di terza media abbiamo svolto il consueto pellegrinaggio a Roma.

Durante questi tre giorni alquanto intensi, abbiamo assistito alla messa in S. Pietro tenuta dal nostro Arcivescovo Mario, venuto a Roma appositamente per noi. Durante la bellissima predica non ci ha nascosto l’emozione di celebrare all’ altare di S. Pietro. Il tour è stato intenso, abbiamo visitato il Colosseo, il Pantheon, la Basilica di Santa Maria in cui un gesuita ci ha illustrato l’architettura della chiesa.  Successivamente abbiamo visitato la fontana di Trevi, le principali piazze, castel s. Angelo e san Paolo fuori le mura. Nonostante il ritmo sostenuto non sono mancate delle soste, dove ci siamo rilassati giocando e condividendo momenti di svago tutti insieme. Abbiamo avuto la fortuna di essere accompagnati da un seminarista laureato in storia dell’arte che ci ha raccontato interessanti aneddoti sui luoghi che abbiamo visitato. L’unica delusione è stata il fatto che non siamo riusciti ad assistere all’ udienza del Papa tenuta appositamente per noi ragazzi della professione di fede, l’interminabile coda per poter entrare ci ha permesso di arrivare solo per la benedizione finale. Ci ha colpite molto l’omelia dell’Arcivescovo che ci ha parlato delle tre cose fondamentali nella vita di ogni cristiano. Credere, sperare e amare. Io credo, questa parola ci permette di superare i nostri complessi, il nostro non sentirci adeguato, Io credo nel nome di Gesù Cristo. Io spero, perché Gesù ha vinto la morte, io spero perché cosi supero le mie paure. Io amo, non aspetto che siamo gli altri ad amare, ma amo io per primo e stabilisco la fraternità. Da questa esperienza abbiamo portato a casa maggiore consapevolezza della nostra fede, il desiderio di continuare questo percorso mettendoci a disposizione degli altri. Lo stare insieme ha rafforzato i nostri legami imparando a superare anche le piccole divergenze che ogni tanto si facevano sentire. Ringraziamo i genitori che ci hanno concesso questa opportunità’ i nostri educatori che si sono presi la responsabilità’ di accompagnarci in questi anni e al pellegrinaggio finale, ma siamo grati soprattutto a LUI, che ci è sempre vicino e guida i nostri passi.

Grazie di cuore!!!!

 

Domenica 22 Settembre i ragazzi e le ragazze di prima superiore, al termine del loro percorso adolescenti, hanno professato davanti a tutta la comunità di Pregnana la loro fede, testimoniando la loro amicizia con Gesù agli altri e pronti a continuare il loro cammino nel nuovo percorso adolescenti!